setstats

BENVENUTO A SAN JOSE

TENORE BOCELLI 

An exclusive interview, in Italian, with Iride Aparicio

TENOR ANDREA BOCELLI 1
TENOR ANDREA BOCELLI

SAN JOSÉ, CA –  Also known as The capital of Silicon Valley,” is a multi-cultural city where different languages are spoken on every day basis and people from all over the world can be seen walking on the streets. Yet, if not their languages, people in S.J. have one thing in common: they love music, and have learned through the years,  that they can always hear good music at the concerts of  Italian Tenor ANDREA BOCELLI.

This year, CULTURAL WORLD BILINGUAL had the honor to interview  Tenor BOCELLI  as he prepares for his tour to the United States which will begin in San Jose  with a concert on Friday, November 23rd at the HP Pavilion in this city. He chose to answer our questions in Italian, his native language.

C.W.B. Could you describe in your own words your feelings about music?

BOCELLI: La musica è per me un bisogno, come quello dell’amore, la musica è il mio destino. Senza, non potrei vivere. È il mio farmaco, un modo di dare leggerezza alla vita.  Amo la musica con tutto me stesso: ciò che mi porta ancora una volta negli Stati Uniti, e in particolare nella vostra bella città (Da dove quest’anno inaugurerò il tour), è proprio il Desiderìo di condividere il mistero di un’arte che riempie di stupore i miei giorni.

Per raccontare il mio approccio all’arte dei suoni, devo attenermi ai racconti dei miei genitory: quando ero in fasce, non appena sentivo un brano musicale, dicono che smettessi di piangere. A ipnotizzarmi, erano soprattutto le voci dei grandi cantanti.

Fin da bambino, non ho avuto preclusioni legate ai generi musicali, Piú che fra pop e classica, preferisco distinguere tra musica bella e musica brutta. Ed. è facile identificarla, dato che la differenza fondamentale sta nelle conseguenze che genera. La musica bella è quella che, pur essendo spesso più ardua da approcciare, piano piano ti entra dentro e ti aiuta a crescere, sviluppandoti spiritualmente, facendoti sentire migliore.

Negli anni di formazione, andavo tendenzialmente dove mi portava il cuore, cantavo ciò che amavo di più: le grandi arie di Puccini, Verdi, Mascagni, Giordano, e talvolta anche quelle romanze popolari novecentesche che i grandi tenori avevano in repertorio.

 CWB: At what age did you start singing and why? Who was the first person who discovered your voice? What did you do with your voice?

BOCELLI:  Canto da sempre. Il mio primo palcoscenico è stato il camino di cucina. A sei, sette anni, riconoscevo in pochi attimi tutte le voci celebrí dell’epoca, da Beniamino Gigli a Mario Del Monaco, da Enrico Caruso a Franco Corelli (quest’ultimo, protagonista del “colpo de fulmine” che ha segnato il mio destino). Ascoltavo, imparavo le grandi arie, poi provavo a emularne le interpretazioni, gareggiavo con i miei beniamini.

Adolescente, autodidatta, spinto da parenti e Amicis, tenni il mio primo concerto in un Piccolo centro non lontano da Lajatico, la terra in cui sono nato: c’era una festa e fui pregato di cantare. Mi exhibí, con grande patema d’animo. Con una trepidazione che-devo confesare- non e mai venuta meno, negli anni, dato che sono per natura un emotivo.  Ma in fondo, essere emozionarti, credo sia un sentimento legittimo, quando si nutre un grande rispetto per la musica e per il pubblico: Persone che magari hanno anche pagato un prezzo in denaro, e che hanno deciso di impiegare un po’ del loro per ascoltari tempo prezioso per ascoltarti.

TENOR ANDREA BOCELLI 2CWB: You are a Lawyer, so when did you decide to make singing your career?

BOCELLI: Pur non essendo mai stata osteggiata, in famiglia, la passione che nutrivo per la musica il mio babbo riteneva remota la possibilità che io riuscissi a guadagnarmi davvero da vivere con la voce…Diceva: se ti piace, canta, Ma, prima, devi studiare! Sono Molto felice di aver affrontato un percorso che mi ha portato fino alla laurea. Credo che ogni lettura, ogni meditazione, abbia influito positivamente, contribuendo alla mia specificità d’interprete.

Le riflessioni di personaggi del calibro di Arthur Schopenhauer, Blaise Pascal, Lev Tolstoi, non possono non aver inciso del profondo della coscienza di chi, come me, le ha avvicinate.  Forse trent’anni fa il mio approccio al canto era più lieve, o forse meno denso. Oggi, nel bene e nel male, quando salgo sul palcoscenico ho un fardello diverso, un “vissuto” che si reverbera fatalmente nel canto.

Potrei affermare che non ho deciso io, la mia professione: si diventa cantanti se la gente ti chiede di cantare per lei.  Nel mio percorso di apprendistato vocale, affontato seriamente solo in età adulta, sono stato avvantaggiato da due incontri decisivi: un maestro è come un medico, se indovini quello giusto fai grandi progressi, se trovi quello sbagliato rischi di rovinarti per sempre…Se no havéssi incontrato dapprima Luciano Bettarini, poi il grande Franco Corelli, probabilmente oggi sarei un avvocato.”

CWB: You sing many genres of music, What genre expresses better who you are, and why?

BOCELLI: Credo di essere stato molto fortunato a nascere e crescere in Italia, il paese dove la musica  ha sempre avuto uno spazio importante nella quotidianità di ciascuno. La mia più grande gioia sta nel poter portare nel mondo la musica è la cultura della mia terra. Ancor più negli Stati Uniti, in questo meraviglioso paese dove i sogni diventano realtà.

Prediligo dunque l’opera, sicuramente (ed essendo un cantante italiano, è nella mia lengua che mi piace cantare, soprattutto). Non rinnego per questo il pop, anzi: sono moltissime le canzoni che mi piacciono, che mi commuovono ed emozionano, come interprete e come ascoltatore. Ogni tipo di musica ha la sua profundità…

CWB: What gender expresses better who you are, and why?

BOCELLI: L’opera lirica (cosi come il repertorio classico in generale) propone una musica complessa, che ha conosciuto uno sviluppo secolare.  Ogni grande compositore l’ha rinnovata e l’ha fatta crecere.  L’opera è il paradiso Della musica, come dico spesso. Ma è anche complessa, per chi la esegue e anche per chi l’ascolta: ci vuole più tempo, più pazienza, più spirito di sacrificio. Il tutto però è ampiamente repagato, per l’interprete e per il  pubblico, perchè l’opera offre sensazioni cosi profonde, da restare nel cuore per la vita.

.TENOR ANDREA BOCELLI 3
Tenor Bocelli in Tuscany

Cantare una canzone, invece, è come sussurrare all’orecchio di un bambino…non dico sia un genere privo di difficoltà ma è innegabile che la musica leggera nasca più dall’istinto, da quel talento un po’ zingaro che l’artista possiede: è un’arte che si basa molto sull’improvvisazione. Azzardando un raffronto culinario, la canzone è como un dolce, facile da fare e da gustare, buono subito, ma da mangiare con parsimonia, perchè fácilmente può stuccare, può venire a noia.  Questo, con l’opera lirica, non può avvenire.

CWB: What songs are easier for you to interpret, and why?

BOCELLI: La mia vocalità è abbastanza duttile, fortunatamente mi permette di affrontare un repertorio vasto. Devo dire che negli ultimi anni ho acquisito una sempre maggiore facilità proprio nella zona che di solito si considera la più perigliosa, quella degli acuti. E sono grato, per questo, al mio amico e grande collega Luciano Pavarotti, che con I suoi consigli mi ha fatto comprendere come perseguire l’obiettivo di cantare senza sforzo in modo  da poter utilizzare la voce come uno strumento in grado di dare il meglio di sè senza incontrare asperità…Un dato fondamentale perché se non si acquisisce, alla mia està non si canta più!

Tornando alla sua domanda, ogni volta che affronto un’opera, solitamente mi ci appassiono al punto che diventa la prediletta, e in un certo senso anche la piú facile da interpretare. Se dovessi esprimere una preferenza assoluta, opterei  per i grandi titoli di Puccini, dalla Manon Lescaut a Turandot, a La Bohème…Senza dimenticare tuttavia il repertorio lirico in lengua francese, che offre pagine di bellezza vertiginosa: quest’anno ho debuttato (e inciso per l’etichetta Decca) il Romèo et Juliette di Charles Gounod, sotto la direzione di Fabio Luisi: un capolavoro sia nella tragedia di Shakespeare, sia per il mode in cui il compositore fancese è riuscito a mettere in musica la notissima storia, evidenziandone un messaggio universale a cui tengo Molto: l’odio porta solo e sempre verso il male (e nella storia, ben quattro ragazzi pressochè coetanei ne rimangono vittime), l’amore viceversa rappresenta l’unica strada percorribile.  

CWB: In your long career as a singer, was there a time that has special meaning to you?  and why was it so meaningful for you?

BOCHELLI: Sono molti I momenti della mia carriera che porto nel cuore, a partire dal debutto sul palcoscenico lirico, nel l994 (nel Macbeth di Verdi) perchè in quell’ occasione realizzavo il mio più grande sogno, che era appunto cantare come tenore in un’opera, al di là d’ogni difficoltà da superare. Un’altra occasione memorabile fu una Tosca interpretata a Torre del Lago (nella patria di Puccini), in cui in scena avevo, accanto a me, nei panni dei chierichetti, i miei due figli Amos e Matteo. Ricordo con potente emozione anche un Requiem di Verdi interpretato a Verona, in quell’immenso teatro all’aperto che è l’Arena, sotto la direzione di Lorin Maazel: cantavo una pagina sacra, di fronte a diciassettemila persone, a pochi mesi dalla morte di mio padre, in uno stato d’animo difficile da raccontare. Anche negli Stati Uniti ho avuto tanti momenti professionalmente e umanamente intensi, dal debutto al Metropolitan di New York al grande concerto che ho tenuto nel 20ll sul Great Lawn di Central Park, in un’occasione che mi ha dato davvero la misura dell’affetto straordinario che notrono per me gli americani, e che io recambio con gratitudine…ogni volta che canto nella vostra terra, col pubblico s’instaura immancabilmente un’empatia, un circolo virtuoso. Serà per questo che, ogni volta che vado negli Stati Uniti, me sento a casa.”

 CWB: Do you have any song  that you really like? A song you love because it has a special meaning for you?  If so, what is that song?

BOCELLI: Per fortuna I miei gusti, tendenzialmente, sono molto vicini a quelli del pubblico. Come già ricordato, amo l’opera lirica, ma sono anche affezionato ai brani immortali interpretati da Frank Sinatra, Paul Anka, Tony Bennett, al grande repertorio delle canzoni di Broadway…Amo inoltre, profundamente, le pagine sacre dei grandi compositori dei secoli passati, preghiere cantate che personalmente, oltre al lato artistico, si arricchiscono di un significato spirituale e di fede.

TENOR ANDREA BOCELLI 4
Tenor Bocelli and his piano

CWB: When you first started singing, Did you ever imagine what your voice was going to Accomplish? And how do you feel about it?

BOCELLI: Nella mia carriera, la realtà ha superato anche il sogno più roseo.  Non ho però mai pensato che la fama, la notorietà, possa essere considerata un valore. Anzi credo che, ai fini dell’acquisizione di un vero e proprio spessore humano, rappresenti un ostacolo. Perché in quella condizione è più facile smarrire il contatto on la realtà. E senza tenere i piedi saldamente a terra, si rischia di perdersi.

So che Dio mi ha dato una voce che mi permette di esprimere quello che provo, e in questo senso credo di poterla definire una voce riconoscibile. Quanto al talento, no è mai una cosa certa. In cosa consista poi, difficile dirlo. Si potrebbe tradurre come l’interesse che riesci a suscitare negli altri. Da bambino mi chiedevano spesso di cantara, cosi ho pensato: mi toccherà farlo per tutta la vita! Questo, se vogliamo chiamarlo cosi, è il mio talento. Ma non si tratta mai di un dato oggettivo, é sempre discutibile, e può benissimo accadere che un grande cantante piaccia a novanta persone su cento. E le altre dieci perfino lo detestino. Fa parte del gioco. L’essenziale é andare avanti, creyendo nella propria passione, costi quel che costi.

CWB: If you were talking with a Group of friends about a subject that really interests you, (aside from music) what would you talk about?

BOCELLI: Ho tanti interessi, e francamente diffido un po’di chi ne persegue uno solo…Se si vuol cantare ed emozionare chi ci escolta, bisogna avere qualcosa da raccontare attraverso il canto.  Questo “qualcosa” é l’insieme di esperienze, è la ricchezza interiore che si acquisisce, vivendo. Per cantare bene (ma per fare bene il proprio lavoro, quale esso sia), bisogna avere tante passioni, bisogna appassionarsi a vivere.

Amo cavalcare, amo andare in barca, sono un tifoso di calcio ma anche di boxe, sono un accanito lettore, sono un estimatore del buon vino: vengo da una famiglia di cultura contadina, mio padre amava la terra e per diletto produceva vino, Fiore all’occhiello del  podere. Una tradizione che ancora oggi mio fratello ed io portiamo avanti. Per passione, apunto!

Con gli Amicis, gli argomenti di conversazione non mancano, e neppure le accasioni per ridere e scherzare. Con coloro che mi sono più cari, e soprattutto con la mia famiglia un argumento importante, che affrontiamo quotidianamente, è quello legato alla fede e della spiritualità.

CWB: How would you describe yourself to a person you just met?

BOCELLI: Sono un uomo che ama il proprio lavoro, che cerca di affrontarlo con serietà e honestà intellettuale. Cerco di essere un buon padre, un buon compagno, credo di essere, tutto sommato, una persona per bene.

Ritengo di essere una persona assolutamente comune, sono altresí conscio d’essere in debito con la società, col mondo che mi circonda. Questo, in ragione del fatto che non mi sento particularmente meritevole, rispetto a ciò che il destino mi ha concesso. Penso, piuttosto, che la vita sia stata molto generosa nei miei riguardi. Ho dunque il dovere di corrispondere con altrettanta prodigalità di multiplicare gli sforzi (come di recente, con l’instituzione della “Andra Bocelli Foundation”) per lasciare un piccolo segno positivo, nel migliore dei modi, lungo il trascorrere di questa mia vita.”

ANDREA BOCELLI in CONCERT with Los Angeles Festival Orchestra will be presented at the on Friday November 23 at HP Pavilion S.J.  For tickets call their ticket office at  800-745-3000 or order them online at ticketmaster.com